Manifestazione
MARTEDI’ 1 DICEMBRE ore 18.00
Torre Faro - Via Circuito
(davanti Campeggio dello Stretto)
La rete Noponte da anni si oppone, in tutte le sedi e con i più vari mezzi (documentazione scientifica, dibattiti, campeggi, volantinaggi, manifestazioni sempre più partecipate) alla progettazione e realizzazione del cosiddetto manufatto stabile sullo stretto, per l’ingentissimo spreco di risorse che ha già inutilmente sperperato e ancor più sperpererà, per la devastazione ambientale e il dissesto idrogeologico che provocherà, per la sua inutilità sostanziale in un contesto trasportistico da quarto mondo .
La Rete Noponte si oppone a una delle tante scelte calate dall’alto grazie alla famigerata legge obiettivo che ignora i bisogni e i diritti dei territori per privilegiare opere faraoniche e grandi imprese come l’Impregilo o l’Astaldi, note più per le speculazioni finanziarie e le disavventure giudiziarie con i cantieri dell’alta velocità, la casa dello studente all’Aquila e i megainceneritori campani che per la celerità e la correttezza dei lavori. Da sempre il movimento no-ponte si batte perché si investa sulle cosiddette opere di prossimità, il risanamento delle colline delle coste e dei torrenti, il consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente evitando nuove aggressioni speculative a un territorio gia compromesso, il potenziamento e il rilancio del trasporto marittimo nello stretto.
I SOLDI DEL PONTE PER LA SICUREZZA DEI TERRITORI!!
Oggi, dopo il tragico e annunciato disastro dell’ 1 ottobre e il rischio che possa di nuovo accadere anche in altre parti del nostro territorio, occorre invertire decisamente la rotta e porre con forza la necessità di realizzare con gradualità ma con determinazione quello che ha detto, a caldo, anche il presidente Napolitano: non sprechiamo soldi per il ponte ma investiamoli per il risanamento del territorio. Senza questa scelta netta continuerà il balbettio confuso sulle responsabilità, sulle scelte da fare, sui soldi da trovare, su dove e se ricostruire, aggravando la sofferenza e il disagio degli sfollati che hanno il sacrosanto diritto di tornare, presto e in sicurezza, dove hanno sempre vissuto.
Il governo invece persevera imperterrito: proprio in questi giorni ha stanziato 1,3 miliardi di euro per la progettazione esecutiva e le cosiddette opere compensative e la Regione Sicilia ha dichiarato che investirà 100 milioni di euro per la costruzione dell’opera. Una delle opere compensative, la variante ferroviaria di Cannitello, sarà inaugurata in pompa magna il 23 DICEMBRE e gabellata come inizio dei lavori del Ponte.
La rete siciliana e calabrese risponderà con una grande manifestazione nazionale a Villa San Giovanni il 19 DICEMBRE e con altre iniziative sul territorio.
La rete Noponte messinese indice pertanto a Torre Faro, a due mesi dall’alluvione, in un luogo simbolo minacciato dal megapilone del Ponte e lì dove oggi trovano accoglienza in strutture alberghiere buona parte degli abitanti delle zone alluvionate, una:
Manifestazione
MARTEDI’ 1 DICEMBRE ore 18.00
Torre Faro - Via Circuito
(davanti Campeggio dello Stretto)
Il Centro Studi per l’Area dello Stretto di Messina “Fortunata Pellizzeri” interviene sulle affermazioni del Presidente del Consiglio in merito ad una presunta prossima apertura (tra dicembre e gennaio) dei “cantieri del ponte”. Si tratta solo di “fumo negli occhi” con intenti confondenti per l’opinione pubblica.
Non apre nessun “cantiere del ponte”
Per il ponte sullo Stretto di Messina non esiste allo stato neppure il progetto, se non nella sua versione preliminare. Non può dunque aprirsi nessun “cantiere del ponte”.
Ciò che potrà iniziare tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo sono i lavori per la cosiddetta “variante Cannitello”: un’opera di interramento del tracciato ferroviario calabrese in prossimità di Villa S. Giovanni il cui progetto è stato approvato dal CIPE nel marzo del 2006 (Governo Berlusconi), dissociandolo esplicitamente (per indirizzo dello stesso Ministero delle Infrastrutture) dal progetto del ponte.
La “variante Cannitello” costituisce esclusivamente la prima fase di un più ampio progetto di miglioramento ambientale per la costa calabrese, rientrando nel disegno di interramento del tracciato ferroviario definito “Variante finale alla linea storica in località Cannitello”
Leggiamo infatti nella delibera di approvazione:
1) che “la Regione Calabria, con nota consegnata nella seduta del 22 marzo 2006, si è espressa favorevolmente in merito alla realizzazione della “variante di
Cannitello” subordinatamente alla condizione che l’opera non sia condizione essenziale alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina ma serva soltanto a migliorare ed implementare il sistema della rete ferroviaria regionale”;
2) che lo stesso Ministero delle Infrastrutture presenta il progetto “come intervento
finalizzato a migliorare ed implementare il sistema della rete ferroviaria regionale e sottolineando che la variante rappresenta la 1^ fase delle opere atte a consentire la continuità dell’esercizio ferroviario
durante la costruzione della galleria che libererà la parte più cospicua del fronte mare”.
In altri termini, Regione Calabria e Governo Berlusconi dichiarano ufficialmente nel 2006 che, sebbene
originariamente funzionale al ponte, la “variante Cannitello” viene approvata solo in quanto propedeutica alla liberazione di un tratto di costa, per il miglioramento della qualità ambientale del territorio.
L’iniziativa è “traghettata” dal CIPE ad un progetto di recupero del fronte-mare ed esplicitamente dissociata dal progetto per il ponte.
L’intervento viene finanziato con un apposito contributo annuo, ricorrente per 15 anni, di 1,699 milioni di Euro, consentendo così al soggetto proponente (RFI) di trovare sul mercato del
credito la finanza necessaria. Il finanziamento, dunque, è anch’esso disgiunto dal ponte.
Il cantiere che aprirà sarà dunque un “cantiere di RFI” la cui approvazione ed il cui finanziamento non
hanno nulla a che vedere col ponte.
Se così non fosse, peraltro, ciò implicherebbe un de-finanziamento per il ponte ed uno “storno” di fondi da parte del Governo, visto che il finanziamento complessivo di 6,3
miliardi di Euro è stato sempre indicato come relativo alle opere previste nel progetto preliminare (da cui la
“variante Cannitello” è esclusa).
Plaudiamo al Governo per la ri-destinazione dei fondi del ponte per opere di miglioramento della qualità
ambientale, di difesa del territorio, di contenimento dei rischi idrogeologici e di salvaguardia della sicurezza
e protezione della vita delle popolazioni residenti nei Comuni dell’area dello Stretto di Messina. Ma
stigmatizziamo la propaganda connessa agli annunci sulla presunta apertura dei “cantieri del ponte”.
Centro Studi per l’Area dello Stretto
“Fortunata Pellizzeri”
Ecco qua. Ritornano i brutti! All'attacco con il loro carico di bruttezza e distruzione.



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